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Art. 1495 cc – Termini e condizioni per l’azione (Vizi della cosa venduta)

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Codice Civile

Articolo 1495 codice civile

Termini e condizioni per l’azione

Il compratore decade dal diritto alla garanzia, se non denunzia i vizi al venditore entro otto giorni dalla scoperta, salvo il diverso termine stabilito dalle parti o dalla legge.

La denunzia non è necessaria se il venditore ha riconosciuto l’esistenza del vizio o l’ha occultato.

L’azione si prescrive, in ogni caso, in un anno dalla consegna; ma il compratore che sia convenuto per l’esecuzione del contratto, può sempre far valere la garanzia, purché il vizio della cosa sia stato denunziato entro otto giorni dalla scoperta e prima del decorso dell’anno dalla consegna.


 

Giurisprudenza:

Azione di risarcimento del danno dipendente dall’inadempimento del venditore – Presupposti – Il compratore, che abbia subito un danno a causa dei vizi della cosa, può rinunciare a proporre l’azione per la risoluzione del contratto o per la riduzione del prezzo ed esercitare la sola azione di risarcimento del danno dipendente dall’inadempimento del venditore, sempre che in tal caso ricorrano tutti i presupposti dell’azione di garanzia e, quindi, siano dimostrate la sussistenza e la rilevanza dei vizi ed osservati i termini di decadenza e di prescrizione ed, in genere, tutte le … continua a leggereCassazione Civile, Sezione 2, Ordinanza 17-1-2021, n. 1218

 

Decorrenza del termine della denuncia – In materia di garanzia per i vizi della cosa venduta, il termine di decadenza di otto giorni dalla scoperta del vizio occulto, di cui all’art. 1495 c.c., decorre dal momento in cui il compratore ne ha acquisito certezza obiettiva e completa, sicché, ove la scoperta del vizio avvenga gradatamente ed in tempi diversi e successivi, in modo da riverberarsi sulla consapevolezza della sua entità, occorre far riferimento al momento in cui detta scoperta si sia completata. Cassazione Civile, Sezione 6- 2, Ordinanza 20-12-2021, n. 40814

 

Azione risarcitoria – Termini di decadenza – I termini di decadenza e di prescrizione di cui all’art. 1495 c.c. riguardano tutte le azioni spettanti al compratore per i vizi o la mancanza di qualità della cosa pattuita inclusa, pertanto, quella di risarcimento dei danni relativi. Cassazione Civile, Sezione 6-2, Ordinanza 22-11-2021, n. 36052

 

Qualificazione d’ufficio della domanda quale vendita di bene privo delle qualità essenziali ovvero quale vendita di “aliud pro alio” – In tema di garanzia per vizi della cosa venduta, il giudice, chiamato a pronunciarsi su una domanda di accertamento dei vizi della cosa venduta, ha il compito di qualificare d’ufficio l’azione proposta in termini di vendita di bene privo delle qualità essenziali ovvero, sulla base delle circostanze acquisite al processo a tal fine rilevanti, di vendita di “aliud pro alio”, la quale dà luogo all’azione contrattuale di risoluzione o di inadempimento ex art. 1453 c.c., svincolata dai termini di decadenza e prescrizioni previsti dall’art. 1495 c.c.. Cassazione Civile, Sezione 2, Ordinanza 14-10-2021, n. 28069

 

Vendita di cose mobili da trasportare da un luogo ad un altro – In tema di vendita di cose mobili da trasportare da un luogo ad un altro, l’art. 1511 c.c., che fa decorrere il termine per la denuncia dei vizi dal ricevimento, impone un onere di diligenza a carico del compratore, consistente nel dovere di esaminare con tempestività la cosa, ponendosi così in grado di rilevarne i difetti eventuali, all’occorrenza anche con … continua a leggereCassazione Civile, Sezione 2, Ordinanza 26-01-2021, n. 1616

 

Prescrizione dell’azione – In tema di compravendita, l’azione del compratore contro il venditore per far valere la garanzia a norma dell’articolo 1495 c.c. si prescrive, alla stregua del comma 3 di tale disposizione, in ogni caso nel termine di un anno dalla consegna del bene compravenduto, e cio’ anche se i vizi non siano stati scoperti o non siano stati tempestivamente denunciati o la denuncia non fosse neppure necessaria, sempre che la consegna abbia avuto luogo dopo la conclusione del contratto, coincidendo, altrimenti, l’inizio della prescrizione con quest’ultimo evento. Diversamente, il termine di decadenza di otto giorni dalla scoperta del vizio occulto, sempre inerente la garanzia ai sensi dell’articolo 1495 c.c., decorre dal momento in cui il compratore ne abbia acquisito certezza obiettiva e completa. Cassazione Civile, Sezione 6-2, Ordinanza 15-12-2020, n. 28454

 

Prescrizione dell’azione – In tema di compravendita, l’azione del compratore contro il venditore per far valere la garanzia ex art. 1495 c.c. si prescrive, in ogni caso, nel termine di un anno dalla consegna del bene compravenduto, e ciò indipendentemente dalla scoperta del vizio. La consegna del bene, dalla quale decorre il termine annuale di prescrizione ex art.1495 c.c. per fare valere la garanzia per vizi della cosa ai sensi dell’art. 1490 c.c., è quella … continua a leggereCorte di Cassazione, Sezione 2 civile, Ordinanza 21 agosto 2020, n. 17597

 

Contratto preliminare – Consegna dell’immobile effettuata prima della stipula del definitivo – In tema di contratto preliminare, la consegna dell’immobile, effettuata prima della stipula del definitivo, non determina la decorrenza del termine di decadenza per opporre i vizi noti, né comunque di quello di prescrizione, presupponendo l’onere della tempestiva denuncia l’avvenuto trasferimento del diritto, sicché il promissario acquirente, anticipatamente immesso nella disponibilità materiale del bene, risultato successivamente affetto da vizi, può chiedere l’adempimento in forma specifica del preliminare, ai sensi dell’art. 2932 c.c., e contemporaneamente agire con … continua a leggere ►  Corte di Cassazione, Sezione 2 civile, Ordinanza 27 maggio 2020, n. 9953

 

Denunzia dei vizi generica e sommaria – Al fine di conservare il diritto alla garanzia, ex art. 1495 c.c., l’acquirente non è tenuto a fare, nel termine stabilito, una denuncia analitica e specifica, con precisa indicazione dei vizi che presenta la cosa, potendo validamente limitarsi ad una denuncia generica e sommaria, che valga a mettere sull’avviso il venditore, salvo a … continua a leggereCorte di Cassazione, Sezione 2 civile, Ordinanza 28 ottobre 2019, n. 27488

 

Denunzia dei vizi e prova della tempestività – In tema di garanzia per i vizi della cosa venduta, eccepita dal venditore la tardività della denuncia rispetto alla data di consegna della merce, incombe sull’acquirente, trattandosi di condizione necessaria per l’esercizio dell’azione, l’onere della prova di aver denunziato i vizi nel termine di legge ex art. 1495 c.c. – Corte di Cassazione, Sezione 6 2 civile, Ordinanza 30 settembre 2019, n. 24348

 

Società di capitali – Trasferimento delle quote – Differenza della consistenza quantitativa e qualitativa del patrimonio sociale rispetto a quella pattuita in contratto – Le azioni (e le quote) delle società di capitali costituiscono beni di “secondo grado”, in quanto non sono del tutto distinte e separate dai beni compresi nel patrimonio sociale, e sono rappresentative delle posizioni giuridiche spettanti ai soci in ordine alla gestione ed alla utilizzazione di detti beni, funzionalmente destinati all’esercizio dell’attività sociale; pertanto, i beni compresi nel patrimonio della società non possono essere considerati del tutto estranei all’oggetto del contratto di cessione del trasferimento delle azioni o delle quote di una società di capitali, sia se le parti abbiano fatto espresso riferimento agli stessi, mediante la previsione di specifiche garanzie contrattuali, sia se l’affidamento del cessionario debba ritenersi giustificato alla stregua del principio di buona fede. Ne consegue che la differenza tra l’effettiva consistenza quantitativa del patrimonio sociale rispetto a quella indicata nel contratto, incidendo sulla solidità economica e sulla produttività della società, quindi sul valore delle azioni o delle quote, può integrare la mancanza delle qualità essenziali della cosa, che rende ammissibile la risoluzione del contratto ex art. 1497 c.c., ovvero, qualora i beni siano assolutamente privi della capacità funzionale a soddisfare i bisogni dell’acquirente, quindi “radicalmente diversi” da quelli pattuiti, l’esperimento di un’ordinaria azione di risoluzione ex art. 1453 c.c., svincolata dai termini di decadenza e prescrizione previsti dall’art. 1495 c.c. – Corte di Cassazione, Sezione 6 2 civile, Ordinanza 12 settembre 2019, n. 22790

 

Rinunzia all’eccezione di decadenza per tardiva denunzia del vizio – In tema di garanzia per vizi della cosa venduta, la rinunzia all’eccezione di decadenza per tardiva denunzia del vizio, pur non essendo soggetta ad alcuna forma determinata, potendo essere anche tacita e, cioè, desumibile anche da fatti concludenti, deve escludersi quando il giudice di merito accerti incensurabilmente che l’eccezione di decadenza sia stata proposta non in concorrenza con altre eccezioni con essa del tutto incompatibili, ma preliminarmente alle altre difese di merito. – Corte di Cassazione, Sezione 2 civile, Ordinanza 9 agosto 2019, n. 21239

 

Manifestazioni extragiudiziali di volontà del compratore – Efficacia interruttiva della prescrizione dell’azione di garanzia per vizi – In tema di compravendita, le manifestazioni extragiudiziali di volontà del compratore, compiute nelle forme di cui all’art. 1219, comma 1 c.c., costituiscono, ai sensi dell’art. 2943, comma 4, c.c., atti idonei ad interrompere la prescrizione dell’azione di garanzia per vizi, di cui all’art. 1495, comma 3 c.c., con l’effetto di determinare l’inizio di un nuovo periodo di prescrizione, ai sensi dell’art. 2945, comma 1 c.c. – Corte di Cassazione, Sezioni Unite, Sentenza 11 luglio 2019, n. 18672

 

Atto interruttivo della prescrizione annuale – L’art. 1495, comma 3, c.c., ove dispone che l’azione di garanzia per vizi della cosa venduta si prescrive “in ogni caso” in un anno dalla consegna, intende far decorrere quel termine anche se il compratore non abbia scoperto il vizio, ma non sottrarre il termine medesimo alle cause di interruzione di cui agli artt. 2943 e segg. c.c.; ne consegue che la prescrizione annuale (nella specie, con riferimento all’azione risarcitoria) deve ritenersi interrotta, a norma dell’art 2944 c.c., per effetto del riconoscimento, da parte del venditore, del diritto del compratore alla garanzia. – Corte di Cassazione, Sezione 2 civile, Ordinanza 21 giugno 2019, n. 16766

 

Vendita a consegne ripartite – Riconoscimento del vizio da parte del venditore dopo la prima consegna – Decadenza per le successive partite – Esclusione – Quando sia stata venduta, a consegne ripartite, merce con le medesime caratteristiche di qualità, il riconoscimento del vizio della merce stessa da parte del venditore, dopo la prima consegna, esclude il verificarsi della decadenza, ai sensi dell’art 1495 c.c., in relazione a vizi dello stesso genere relativi alle successive partite. In assenza di tale riconoscimento il termine per la denuncia di vizi sussistenti già nella prima partita di merce consegnata decorre dal giorno della consegna, senza che la successiva consegna di altra partita della stessa merce sia idonea a fare decorrere un nuovo termine per la denuncia. – Corte di Cassazione, Sezione 2 civile, Ordinanza 21 giugno 2019, n. 16766

 

Onere della prova in ordine alla tempestività della denuncia dei vizi della cosa – In materia di garanzia per vizi della cosa venduta, incombe sul compratore l’onere della prova in ordine alla tempestività della denuncia dei vizi della cosa, e l’accertamento del giudice di merito circa tale tempestività è incensurabile in sede di legittimità, sempre che la motivazione su questo punto non sia inficiata dai difetti previsti dall’art. 360, n. 5, c.p.c. – Corte di Cassazione, Sezione 2 civile, Ordinanza 21 giugno 2019, n. 16766

 

Accertamento del giudice di merito – Incensurabilità in sede di legittimità – L’accertamento, ad opera del giudice del merito, tanto dell’esistenza, in concreto, dei vizi della cosa venduta, quanto del loro riconoscimento da parte del venditore costituisce un apprezzamento di fatto, incensurabile in sede di legittimità, se sorretto da motivazione adeguata ed immune da errori sul piano logico e giuridico. – Corte di Cassazione, Sezione 2 civile, Ordinanza 7 maggio 2019, n. 11959

 

Contratto di acquisto di compartecipazioni societarie Società – Patti separati di garanzia attinenti alle passività del patrimonio sociale c.d. “business warranties” – Diritto dell’acquirente a conseguire un indennizzo – Annullamento del contratto o risoluzione – Esclusione – Nel contratto di acquisto di compartecipazioni societarie, qualora il giudice di merito abbia accertato che al negozio siano stati collegati dei patti autonomi di garanzia aventi ad oggetto le passività del patrimonio sociale, c.d. “business warranties”, che non attengono però all’oggetto immediato del negozio, consistente nell’acquisizione della partecipazione sociale, bensì al suo oggetto mediato, rappresentato dalla quota parte del patrimonio sociale che essa rappresenta, tali contratti costituiscono un’autonoma regolamentazione della garanzia e, in caso di inadempimento, deve riconoscersi all’acquirente il diritto a conseguire un indennizzo, e non la possibilità di ottenere la risoluzione del contratto di acquisto delle azioni a causa del difetto di qualità della cosa venduta, secondo la disciplina di cui agli artt. 1495 e 1497 c.c. – Corte di Cassazione, Sezione 1 civile, Sentenza 13 marzo 2019, n. 7183

 

Decorrenza del termine annuale di prescrizione – Rilascio della documentazione di abitabilità e di formale comunicazione di fine lavori o necessità di meri lavori – Irrilevanza – In tema di compravendita, la consegna del bene, dalla quale decorre il termine annuale di prescrizione ex art. 1495 c.c. per fare valere la garanzia per vizi della cosa ai sensi dell’art. 1490 c.c., è quella effettiva e materiale, che pone il compratore a diretto contatto con il bene medesimo, essendo irrilevanti la data del successivo rilascio della documentazione di abitabilità e della formale comunicazione di fine lavori, nonché la necessità di effettuare meri lavori di rifinitura esterni. – Corte di Cassazione, Sezione 2 civile, Ordinanza 19 febbraio 2019, n. 4826

 

Compravendita di animali da compagnia – Applicabilità del codice del consumo – In tema di compravendita di animali, la persona fisica che acquista un animale da compagnia (o d’affezione), per la soddisfazione di esigenze della vita quotidiana estranee all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente esercitata, va qualificato a tutti gli effetti “consumatore”, così come va qualificato “venditore”, ai sensi del codice del consumo, chi, nell’esercizio del commercio o di altra attività imprenditoriale, venda un animale da compagnia che, a sua volta, in quanto “cosa mobile” in senso giuridico, costituisce “bene di consumo”. Ne consegue che la denuncia del difetto della cosa venduta è soggetta, ai sensi dell’art. 132 c. cons., al termine di decadenza di due mesi dalla data di scoperta del difetto. – Corte di Cassazione, Sezione 2 civile, Sentenza 25 settembre 2018, n. 22728

 

Sospensione della prescrizione dell’azione – In tema di vizi della cosa venduta, la prescrizione dell’azione di garanzia accordata al compratore decorre, in ogni caso, dalla consegna allo stesso del bene, non rilevando in senso contrario che l’acquirente non abbia la possibilità di scoprire il vizio, nonostante l’avvenuta consegna, o che questo gli sia stato dolosamente occultato dal venditore, con espedienti o raggiri, salva tuttavia la possibilità, in tale ultimo caso, di invocare la sospensione della prescrizione, agli effetti dell’art. 2941, n. 8, c.c., ove si accerti la sussistenza di una dichiarazione del venditore, non solo obiettivamente contraria al vero quanto, altresì, caratterizzata dalla consapevolezza dell’esistenza della circostanza taciuta e dalla conseguente volontà decipiente. Cassazione Civile, Sezione 2, Sentenza 28-7-2017, n. 18891

 

Impegno del venditore ad eliminare i vizi – Accettazione del compratore – Effetti – In tema di garanzia per i vizi della cosa venduta, di cui all’art. 1490 c.c., qualora il venditore si impegni ad eliminare i vizi e l’impegno sia accettato dal compratore, sorge un’autonoma obbligazione di “facere”, che, ove non estingua per novazione la garanzia originaria, a questa si affianca, rimanendo ad essa esterna e, quindi, non alterandone la disciplina. Ne consegue che, in tale ipotesi, anche considerato il divieto dei patti modificativi della prescrizione, sancito dall’art. 2936 c.c., l’originario diritto del compratore alla riduzione del prezzo ed alla risoluzione del contratto resta soggetto alla prescrizione annuale, di cui all’art. 1495 c.c., mentre l’ulteriore suo diritto all’eliminazione dei vizi ricade nella prescrizione … continua a leggereCassazione Civile, Sezione 2, Sentenza 6-6-2017, n. 14005

 

Termine di decorrenza – In materia di garanzia per i vizi della cosa venduta, il termine di decadenza di otto giorni dalla scoperta del vizio occulto, di cui all’art. 1495 c.c., decorre dal momento in cui il compratore ne ha acquisito certezza obiettiva e completa, sicché, ove la scoperta del vizio avvenga gradatamente ed in tempi diversi e successivi, in modo da riverberarsi sulla consapevolezza della sua entità, occorre far … continua a leggereCassazione Civile, Sezione 2, Sentenza 27 maggio 2016, n. 11046

 

Preliminare di vendita – Consegna del bene anteriormente alla stipula del contratto definitivo – Decorrenza del termine di decadenza per opporre i vizi noti – Esecuzione specifica dell’obbligo di concludere un contratto – In tema di contratto preliminare, la consegna dell’immobile, effettuata prima della stipula del definitivo non determina la decorrenza del termine di decadenza per opporre i vizi noti, né comunque di quello di prescrizione, presupponendo l’onere della tempestiva denuncia l’avvenuto trasferimento del diritto, sicché il promissario acquirente, anticipatamente immesso nella disponibilità materiale del bene, risultato successivamente affetto da vizi, può chiedere l’adempimento in forma specifica del preliminare, ai sensi dell’art. 2932 c.c., e contemporaneamente agire con … continua a leggereCassazione Civile, Sezione 1, Sentenza 15 aprile 2016, n. 7584

 

Eccezione di tardività della denuncia dei vizi da parte del venditore – Prova della tempestività – Onere incombente sull’acquirente – In tema di garanzia per i vizi della cosa venduta, eccepita dal venditore la tardività della denuncia rispetto alla data di consegna della merce, incombe sull’acquirente, trattandosi di condizione necessaria per l’esercizio dell’azione, l’onere della prova di … continua a leggereCassazione Civile, Sezione 2, Sentenza 14.5.2008, n. 12130

 

Denuncia dei vizi della cosa venduta – Permanenza dei suoi poteri rappresentativi al rappresentante del venditore – La denuncia dei vizi della cosa venduta effettuata al rappresentante del venditore, il quale abbia stipulato la compravendita in nome e per conto dell’alienante, è valida solo nella ipotesi in cui risulti la permanenza dei suoi poteri rappresentativi anche nel tempo successivo alla stipulazione dell’atto di vendita e fino al … continua a leggereCassazione Civile, Sezione 2, Sentenza 14.5.2008, n. 12130