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Art. 61 cpc – Consulente tecnico

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Codice di procedura civile

Articolo 61 codice di procedura civile

Consulente tecnico

Quando è necessario, il giudice può farsi assistere, per il compimento di singoli atti o per tutto il processo, da uno o più consulenti di particolare competenza tecnica.

La scelta dei consulenti tecnici deve essere normalmente fatta tra le persone iscritte in albi speciali formati a norma delle disposizioni di attuazione del presente codice.


 

Giurisprudenza:

Omesso esame, da parte del giudice di merito che recepisca le conclusioni di una consulenza tecnica d’ufficio in materia medico-legale, dei rilievi contenuti in una consulenza tecnica di parte

L’omesso esame, da parte del giudice di merito che recepisca le conclusioni di una consulenza tecnica d’ufficio in materia medico-legale, dei rilievi contenuti in una consulenza tecnica di parte e trascurati dal consulente tecnico d’ufficio, in tanto rileva come vizio di omessa motivazione, denunciabile in cassazione, in quanto la parte ne indichi, con riferimento a serie e documentate argomentazioni medico-legali, la decisività, ossia l’incidenza sulla valutazione della sussistenza o meno di un determinato stato patologico. Cassazione Civile, Sezione 3, Ordinanza 17-5-2022, n. 15733

 

Opposizione al decreto di liquidazione del compenso a favore del consulente tecnico d’ufficio

Nel giudizio di opposizione al decreto di liquidazione del compenso a favore del consulente tecnico d’ufficio, il giudice deve verificare se l’opera svolta dall’ausiliare sia rispondente ai quesiti posti con il conferimento dell’incarico, tenuto conto, quali parametri per la determinazione di detto compenso, ex art. 51 del d.P.R. n. 115 del 2002, della difficoltà, completezza e pregio della relazione peritale; dall’accertamento è, invece, esclusa la valutazione circa l’utilità e la validità della consulenza tecnica, trattandosi di questioni attinenti al merito della causa, da fare, pertanto, valere nella relativa sede. (Nella specie la S.C. ha cassato la pronuncia di merito che, nel liquidare il compenso per la perizia, aveva incluso anche l’attività di indagine svolta dal c.t.u. su un appartamento estraneo all’oggetto del giudizio ed al quesito proposto dal giudice). Cassazione Civile, Sezione 6-2, Ordinanza 24-11-2021, n. 36396

 

Contenzioso tra istituto di credito e cliente – Diritto di quest’ultimo ad ottenere copia della documentazione bancaria – Richiesta in sede di consulenza tecnica d’ufficio

In tema di contenzioso tra istituto di credito e cliente, il diritto di quest’ultimo ad ottenere copia della documentazione bancaria relativa alle operazioni poste in essere negli ultimi dieci anni, previsto dall’art. 119, comma 4, d.lgs. n. 385 del 1993, non può essere soddisfatto in sede di consulenza tecnica d’ufficio contabile, se il cliente non ha precedentemente formulato la relativa richiesta alla banca e la documentazione riguarda fatti o situazioni che, essendo posti direttamente a fondamento di domande o eccezioni, devono necessariamente essere provati dalla parte che le ha formulate. Cassazione Civile, Sezione 1, Sentenza 13-9-2021, n. 24641

 

Rito del lavoro – Acquisizione di documenti da parte del c.t.u. – Ammissibilità – Limiti – Poteri istruttori d’ufficio

Nel rito del lavoro, l’acquisizione, da parte del c.t.u., di documenti non prodotti dalle parti è riconducibile ai poteri istruttori ufficiosi, sicché, da un lato, è ammissibile solo previa autorizzazione del giudice, e dall’altro impone a quest’ultimo di assegnare un termine per la formulazione della prova contraria alla parte che ne faccia richiesta. (Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza di merito che, sul presupposto della sussistenza della relativa autorizzazione giudiziale, aveva ritenuto legittima l’acquisizione, da parte del c.t.u. nominato in grado d’appello, di fotografie d’epoca dalle quali era emersa l’assenza di amianto nelle lavorazioni, omettendo, tuttavia, di dar corso alla prova contraria, ritualmente richiesta dai ricorrenti nell’atto introduttivo del giudizio di primo grado e di appello). Cassazione Civile, Sezione Lavoro, Ordinanza 6-9-2021, n. 24024

 

Ricorso per cassazione – Vizi di motivazione – Critica alla consulenza tecnica – Lacune o errori di valutazione – Principio di autosufficienza del ricorso per cassazione

In tema di ricorso per cassazione per vizio di motivazione, la parte che lamenti l’acritica adesione del giudice di merito alle conclusioni del consulente tecnico d’ufficio non può limitarsi a far valere genericamente lacune di accertamento o errori di valutazione commessi dal consulente o dalla sentenza che ne abbia recepito l’operato, ma, in ossequio al principio di autosufficienza del ricorso per cassazione ed al carattere limitato del mezzo di impugnazione, ha l’onere di indicare specificamente le circostanze e gli elementi rispetto ai quali invoca il controllo di logicità, trascrivendo integralmente nel ricorso almeno i passaggi salienti e non condivisi della relazione e riportando il contenuto specifico delle critiche ad essi sollevate, al fine di consentire l’apprezzamento dell’incidenza causale del difetto di motivazione. Cassazione Civile, Sezione 3, Ordinanza 13-7-2021, n. 19989

 

Esiti di una c.t.u. trascurati dal giudice

Nel giudizio civile, il giudice, pur potendo trascurare, nella motivazione del provvedimento, gli esiti di una c.t.u. in quanto implicitamente ritenuti non convincenti, stante la facoltà concessagli di selezionare dall’istruttoria i soli dati che ritiene di porre a fondamento del proprio convincimento, non può ignorare o negare la consulenza tecnica espletata in corso di causa come se detto fatto storico processuale non si fosse mai verificato, rimanendo, diversamente, integrato il vizio specifico relativo all’omesso esame di un fatto storico, principale o secondario, la cui esistenza risulti dal testo della sentenza o dagli atti processuali, che sia stato oggetto di discussione tra le parti ed abbia carattere decisivo. Cassazione Civile, Sezione 6-2, Ordinanza 5-7-2021, n. 18956

 

Consulenza tecnica d’ufficio – Risultanze difformi di ctu successive – Adesione acritica da parte del giudice alle conclusioni peritali di una delle consulenze

L’adesione acritica da parte del giudice alle conclusioni peritali di una delle consulenze tecniche d’ufficio, espletate in tempi diversi e pervenute a conclusioni difformi, senza farsi carico di un’analisi comparativa, integra un vizio della sentenza che può essere fatto valere, nel giudizio di cassazione, ai sensi dell’art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c., risolvendosi nell’omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti, salvo che le conclusioni recepite siano, da sole, idonee a palesare le ragioni della scelta compiuta dal giudice. (Nel ribadire il principio, la S.C. ha cassato con rinvio la decisione della Corte territoriale che, in una fattispecie di colpa medica neonatale, aveva aderito all’ultima C.T.U. disposta in appello, senza tenere conto della genericità e apoditticità delle motivazioni in essa espresse e senza specificatamente confutare le ragioni degli opposti esiti della consulenza svolta in primo grado). Cassazione Civile, Sezione 3, Ordinanza 26-5-2021, n. 14599

 

Separazione dei coniugi – Affidamento dei figli minori

In tema di affidamento del figlio di età minore, qualora un genitore denunci i comportamenti dell’altro tesi all’allontanamento morale e materiale del figlio da sé, indicati come significativi di una sindrome di alienazione parentale (PAS), nella specie nella forma della sindrome della cd. “madre malevola” (MMS), ai fini della modifica delle modalità di affidamento, il giudice di merito è tenuto ad accertare la veridicità dei suddetti comportamenti, utilizzando i comuni mezzi di prova comprese le consulenze tecniche e le presunzioni, a prescindere dal giudizio astratto sulla validità o invalidità scientifica della suddetta patologia, tenuto conto che tra i requisiti di idoneità genitoriale rileva anche la capacità di preservare la continuità delle relazioni parentali con l’altro genitore, a tutela del diritto del figlio alla bigenitorialità e alla crescita equilibrata e serena. (Nella specie la S.C. ha cassato la decisione della corte di merito, che aveva disposto l’affido c.d. “super-esclusivo” al padre, in considerazione della gravità dei comportamenti della madre, trascurando però di valorizzare il suo positivo rapporto con la minore e senza operare una più ampia valutazione circa la possibilità di intraprendere un percorso di effettivo recupero delle capacità genitoriali). Cassazione Civile, Sezione 1, Ordinanza 17-5-2021, n. 13217

 

Critiche specifiche avanzate dai consulenti di parte e dai difensori

Qualora il giudice del merito aderisca al parere del consulente tecnico d’ufficio, non è tenuto ad esporne in modo specifico le ragioni poiché l’accettazione del parere, delineando il percorso logico della decisione, ne costituisce adeguata motivazione, non suscettibile di censure in sede di legittimità, ben potendo il richiamo, anche “per relationem” dell’elaborato, implicare una compiuta positiva valutazione del percorso argomentativo e dei principi e metodi scientifici seguiti dal consulente; diversa è l’ipotesi in cui alle risultanze della consulenza tecnica d’ufficio siano state avanzate critiche specifiche e circostanziate, sia dai consulenti di parte che dai difensori: in tal caso il giudice del merito, per non incorrere nel vizio ex art. 360 n. 5 c.p.c., è tenuto a spiegare in maniera puntuale e dettagliata le ragioni della propria adesione all’una o all’altra conclusione. Cassazione Civile, Sezione Tributaria, Ordinanza 6-5-2021, n. 11917