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Art. 85 cpc – Revoca e rinuncia alla procura

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Codice di procedura civile

Articolo 85 codice di procedura civile

Revoca e rinuncia alla procura

La procura può essere sempre revocata e il difensore può sempre rinunciarvi, ma la revoca e la rinuncia non hanno effetti nei confronti dell’altra parte finché non sia avvenuta la sostituzione del difensore.


 

Giurisprudenza:

Rinuncia del difensore del ricorrente in cassazione

Per effetto del principio della cd. “perpetuatio” dell’ufficio di difensore (di cui è espressione l’art. 85 c.p.c.), nessuna efficacia può dispiegare, nell’ambito del giudizio di cassazione (oltretutto caratterizzato da uno svolgimento per impulso d’ufficio), la sopravvenuta rinuncia che il difensore del ricorrente abbia comunicato alla Corte prima dell’udienza di discussione già fissata. (Nella specie, la S.C., rilevato che il giudizio di legittimità era stato ritualmente introdotto in base a ricorso recante valida procura, rispetto alla disposizione di cui all’art. 35 bis, comma 13, del d.lgs. n. 25 del 2008, rilasciata all’originario difensore, ha considerato ininfluente la rinuncia al mandato di quest’ultimo e la verifica di conformità alla citata disposizione del mandato poi conferito a diverso difensore). Cassazione Civile, Sezione Lavoro, Ordinanza 29-9-2022, n. 28365

 

Recesso senza giusta causa da parte dell’avvocato

L’art. 85 c.p.c. e l’art. 7 della l. n. 794 del 1942 sono espressione di una disciplina derogatoria, per i professionisti intellettuali che svolgono la professione di avvocato, rispetto a quella generale dell’art. 2237 c.c., per effetto della quale è permesso all’avvocato di recedere dal mandato professionale anche in assenza di una giusta causa – salvo in tal caso il risarcimento del danno del quale il cliente provi l’esistenza – riconoscendo al difensore gli onorari relativi all’attività svolta fino al momento del recesso. Cassazione Civile, Sezione 2, Sentenza 25-7-2022, n. 23077

 

Agenzia delle entrate Riscossione – Subentro del procuratore della società estinta costituito anteriormente

Per effetto del principio della cosiddetta “perpetuatio” dell’ufficio di difensore (di cui è espressione l’art. 85 c.p.c.), l’estinzione dell’agente della riscossione Equitalia e l’automatico subentro del successore Agenzia delle Entrate-Riscossione, disposti dall’art. 1 del d.l. n. 193 del 2016, conv. con modif. dalla legge n. 225 del 2016, non privano il procuratore della società estinta, che sia già ritualmente costituito nel processo anteriormente alla data della predetta successione, dello “ius postulandi” e, quindi, della capacità di svolgere attività difensiva nel medesimo grado di giudizio sino alla sua sostituzione. Cassazione Civile, Sezione Tributaria, Ordinanza 3-2-2022, n. 3312

 

Nomina di un secondo procuratore nel corso del giudizio

La nomina, nel corso del giudizio, di un secondo procuratore non autorizza, di per sé sola, in difetto di univoche espressioni contrarie, a presumere che la stessa sia fatta in sostituzione del primo, dovendosi, invece, presumere che ne sia stato aggiunto a questi un altro e che ognuno di essi sia munito di pieni poteri di rappresentanza processuale della parte, in base al principio del carattere ordinariamente disgiuntivo del mandato stabilito dall’art. 1716, comma 2, c.c. Cassazione Civile, Sezione 3, Ordinanza 17-11-2021, n. 34800

 

Revoca e rinuncia – Effetti nei confronti dell’altra parte – Sostituzione del difensore – Necessità – Obblighi dello stesso

La rinuncia al mandato – al pari della revoca della procura – non ha effetto nei confronti dell’altra parte finché non sia avvenuta la sostituzione del difensore e non esime il difensore rinunciante, sino a quando non ha informato il cliente, dal compimento di quelle attività difensive immanenti, connesse alla funzione di procuratore presente in udienza. Cassazione Civile, Sezione 3, Ordinanza 14-10-2021, n. 28004

 

Revoca e rinuncia – Permanenza fino alla sostituzione con nuovo difensore – Incapacità di volere del mandante – Irrilevanza

Il difensore revocato continua, ai sensi dell’art. 85 c.p.c., a svolgere il suo mandato finché non intervenga la sostituzione con un nuovo difensore, sicché è irrilevante la ridotta o compromessa capacità di intendere e di volere del mandante intervenuta “medio tempore”. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva rigettato l’istanza di rimessione in termini per il deposito memorie ex art. 183 c.p.c., proposta dal nuovo difensore della parte sottoposta ad amministrazione di sostegno, che aveva dedotto di essersi trovata, dopo la revoca del precedente difensore e prima della nomina del nuovo, in uno stato di incapacità). Cassazione Civile, Sezione 6-1, Ordinanza 23-6-2020, n. 12249

 

Morte dell’unico difensore dopo il deposito del ricorso e prima dell’udienza

In tema di giudizio di cassazione, la revoca della “procura ad litem”, quale espressione dell’autonomia negoziale della parte, attuata mediante l’esercizio del diritto potestativo di recesso dal rapporto professionale con il difensore, non integra una causa interruttiva del processo, che prosegue senza la necessità di alcun particolare adempimento, mentre, in caso di morte dell’unico difensore dopo il deposito del ricorso e prima dell’udienza di discussione, sebbene non operi l’interruzione del processo, tuttavia, trattandosi di evento sottratto alla disponibilità della parte, la Corte ha il potere di differire l’udienza, disponendo la comunicazione del provvedimento alla parte personalmente, per consentire la nomina di un nuovo difensore, salvo il caso in cui la stessa parte risulti essere stata già informata del detto evento e, nonostante il congruo tempo a sua disposizione, non abbia provveduto ad effettuare tale nomina. Cassazione Civile, Sezione 3, Sentenza 8-4-2020, n. 7751

 

Rinuncia del difensore al mandato o revoca – Mancata sostituzione – Domanda di distrazione delle spese

Poiché l’art. 93 c.p.c. legittima alla richiesta di distrazione delle spese solo il difensore con procura, tale domanda non può essere avanzata dal difensore dopo l’estinzione del mandato per rinuncia o revoca, ancorché la parte non abbia ancora provveduto alla sua sostituzione, in quanto l’art. 85 c.p.c., prevedendo l’inefficacia della revoca o della rinuncia alla procura sino alla sostituzione del difensore “nei confronti della controparte”, non concerne il rapporto interno di mandato, dove la rinuncia e la revoca hanno effetto, come qualsiasi dichiarazione ricettizia, sin dal momento in cui siano state comunicate alla controparte negoziale. Cassazione Civile, Sezione 2, Sentenza 4-12-2019, n. 31687